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INTERVISTA A ROCCO GAY

Di Sonia Sbolzani

Oggi le zone più ricche di giacimenti di pietre di colore sono il Madagascar dove si trovano per esempio tormaline,  berilli,  corindoni,  apatite; il Brasile con i berilli e ogni varietà di quarzo; la Nigeria con l’acquamarina e la rubellite; la  Tanzania con la Tanzanite, la tzavorite, la rodolite e gli spinelli; il Mozambico, lo Srilanka e l’Afghanistan.

Malgrado un aumento costante della domanda, l’estrazione delle gemme è ancora un processo molto rudimentale, in piccola scala e distribuita in modo capillare sul globo; accade spesso che alcune miniere si esauriscano e nuove vengano scoperte comportando difficoltà e cambiamenti anche repentini nell’approvigionamento, che si traducono in un progressivo aumento dei costi di tutte le materie prime.

 

12)         Il discorso etico nel comparto delle pietre di colore ha lo stesso rilievo che è andato acquisendo nell’ambito dei diamanti?

Purtroppo non ancora e non col giusto rilievo, anche in virtù del fatto che non esiste alcun controllo sulla fase estrattiva, che in molti casi avviene in luoghi di conflitto o in aree sconosciute . La nostra azienda per esempio è invece molto attenta a mantenere alti standard di controllo sulla fase di lavorazione e produzione, contrastando tutte quelle condizioni in cui si faccia uso di lavoro minorile,  sfruttamento della manodopera locale, inadeguatezza delle condizioni di lavoro.

 

13)     Quali aziende si distinguono per capacità e creatività nell’utilizzo di pietre di colore?

Fortunatamente molte, dai grandi brand come Cartier, Dior, Chopard, Boucheron, Piaget, e in primis Bulgari, ai nostri “valenzani” che ancora primeggiano per ricerca di “colore” e innovazione creando mode e tendenze in tutto il mondo come ad esempio Pasquale Bruni, Palmiero, Damiani, Crivelli, F.A., Moraglione, Luxor e Carlo Barberis

Oggi anche chi si occupa di lavorazione e commercio di gemme deve dare un contributo “creativo” al settore con nuovi materiali, nuove forme e nuovi tipi di lavorazione, come cerchiamo di fare noi di PETRAMUNDI

 

14)       Esistono giacimenti di gemme in Italia sfruttabili commercialmente?

Ne esistono diversi, il granato Demantoide sulle Alpi, L’Elbaite all’isola d’Elba, la Paesina e molti altri, ma ad oggi nessuno di questi con un valore commerciale ma prevalentemente da collezionismo. Gli unici materiali gemmologici conosciti e commercializzati ancora oggi sono il corallo Sardo – in realtà pescato in tutto il mediterraneo – e l’ambra Siciliana del Simeto.

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